LUCIANO SPALLETTI: OCCHI APERTI E CERVELLO ACCESO LUCIANO SPALLETTI: OCCHI APERTI E CERVELLO ACCESO LUCIANO SPALLETTI: OCCHI APERTI E CERVELLO ACCESO LUCIANO SPALLETTI: OCCHI APERTI E CERVELLO ACCESO LUCIANO SPALLETTI: OCCHI APERTI E CERVELLO ACCESO

LUCIANO SPALLETTI: OCCHI APERTI E CERVELLO ACCESO

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on una riunione come le altre quella che si è tenuta come di consueto presso i locali ASEV di Via delle Fiascaie, si perchè ospite e ralatore d’eccezione è stato Luciano Spalletti, ex giocatore e adesso allenatore fra le altre di Empoli, Udinese, Roma e Zenit San Pietroburgo.

Accompagnato dal fedele amico e collega Marco Domenichini, non che suo Vice ormai dai tempi di Udine, Luciano Spalletti è sembrato subito a suo agio di fronte alla sala strapiena di giovani fischietti Empolesi.
Dopo una breve presentazione dei due ospiti e gli onori di casa del Presidente Lorenzo Sani, il gradito ospite ha preso subito la parola raccontando ai presenti, gli inizi della sua carriera e il suo avvicinarsi al mondo del calcio.
“Tornavo da scuola, appoggiavo la sacca dei libri e… via con i compagni di scuola nel campino fatto da noi come tutti i bambini, con al posto dei pali delle porte le nostre maglie; via con gli allenamenti della squadra con la quale ero tesserato da bambino; via con le partite di calcetto alla sera seguite da pizza e discorsi di ogni tipo…”
Poi un passaggio particolare della sua vita, “Giocando avevo imparato a: palleggiare… calciare… puntare l’avversario… ma anche a: aiutare i compagni di squadra… rispettare l’avversario… prendermi le mie responsabilità.”, qualita queste ultime che devono essere un capo saldo anche di un arbitro.

«Nello sport il campione non è quello che vince sempre, ma è quello che non molla mai»

Ma lo sport non è solo divertimento e gioia, lo sport è anche sconfitta, è delusione, come ci spiega: “Già che c’ero ho imparato anche a perdere… sì perché di partite, giocando, ne ho perse molte… ma le armi le ho sempre consegnate alla fine.
Giocando mi divertivo ugualmente e quando ci si diverte è meno amara anche la sconfitta. Anche perché nello sport il campione non è quello che vince sempre… ma è quello che non molla mai ed io del mollare non ne conosco il significato.” – altro passaggio fondamentale nella carriera di un arbitro, mai mollare neppure dopo un errore, ma rialzarsi e capire il perchè si è sbagliato.
A chiusura di una riunione sicuramente diversa dalle altre, Luciano ha voluto fare un appello a tutti i giovani arbitri presenti, spiegando quello che per lui è un vero e proprio mantra; “Occhi aperti e cervello acceso, sempre!”
Si perchè prima o poi le occasioni arrivano, i treni passano e se vi passano davanti e voi avete il cervello spento, loro passano ma indietro non tornano: non sono d’accordo con quelli che pensano che per divertirsi bisogna avere il cervello spento… se lo tenete acceso, potete osservare, imparare, rubare idee e credere di farcela.”

«Occhi aperti e cervello acceso, sempre»

Al termine della riunione, il Presidente Sani ha voluto ringraziare Luciano per il prezioso contributo fornito e la grande chiarezza espositiva che ha permesso a tutti i colleghi, di qualunque età e ruolo associativo, di rimanere concentrati su ciascun concetto da lui espresso; inoltre, un ringraziamento è andato anche a l’altro ospite, Marco Domenichini, che durante la serata ha raccontato qualche divertente aneddoto della lunga carriera trascorsa al fianco dell’amico Spalletti.

A tutti i presenti un caloroso ringraziamento da parte del Presidente Lorenzo Sani e tutto il consiglio di Sezione.

 

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