Matteo Trefoloni agli arbitri di Empoli: siate voi stessi e coltivate il vostro leone interiore

“È bello sentirsi apprezzati” queste sono le parole con cui Matteo Trefoloni, responsabile del Settore Tecnico arbitrale dell’Associazione Italiana Arbitri ha iniziato l’incontro con tutti gli associati della sezione di Empoli ieri sera, Lunedì 25 Marzo 2024.
La sua esperienza e soprattutto la sua capacità di trasmettere una passione, ha coinvolto ogni membro presente.

Tempestività, credibilità e sicurezza sono i capisaldi di un percorso concreto come quello di un arbitro.
Un ottimo punto di partenza per il percorso di un direttore di gara è senza dubbio la preparazione atletica: essere determinati nel voler a tutti i costi vedere ed essere curiosi, porta al momento culmine in cui “sei lì”. Proprio Trefoloni sottolinea l’importanza e la bellezza di avere la forza per essere al posto giusto nel momento giusto, in quell’attimo velocissimo ma determinante per un percorso di crescita forte e costruttivo.
“Arbitrare è pancia, l’evento è istinto: l’arbitro non può scegliere in un secondo e mezzo. Ma come si prepara un’azione e come si arriva ad un evento è testa”. Con queste parole sottolinea l’importanza di essere in campo non solo con il corpo, con lo spostamento, ma essere presenti con il cervello, essere attivi e reattivi nel secondo giusto, in quell’attimo imprescindibile per una gara degna di essere diretta.

Ad oggi arbitrare è una questione di occhi: decidere e avere uno sguardo convinto è un ulteriore modo per trasmettersi ai calciatori, per far capire ogni decisione e per far sì che quegli stessi occhi siano un timbro su quella situazione, un qualcosa di indelebile e di irremovibile.
La consegna di un messaggio è più importante del messaggio in sé. Nel mondo arbitrale potremmo dire che il modo in cui viene proposto un cartellino è quasi più importante del cartellino in sé. Trefoloni sottolinea come per essere noi stessi possiamo fare tante cose, ma anche come alla fine ognuno troverà il suo modo di trasmettersi e di lasciare un messaggio.

L’importanza di credere in se stessi e ognuno nel proprio potenziale porterà sempre frutti in un percorso di un arbitro, di una persona che in ogni attimo difende ciò che è giusto attraverso lo sguardo “di chi ha il leone dentro”.

Fondamentale porre quindi l’attenzione sulle “tre C” che Trefoloni ha rivelato: controllo, convinzione e credere.
Partire da un controllo di se stessi, dalla posizione del corpo alla trasmissione di un messaggio. Passare dalla convinzione di chi siamo e chi vogliamo essere per arrivare al culmine massimo: credere a tutti gli effetti nella propria personalità e in chi si ha di fronte, a chi è attorno a noi. Tutto questo sempre attraverso una forza incredibile, che deve partire dal profondo e deve essere il mezzo comunicativo più efficace che si possa usare.

Per concludere è opportuno usare proprio il messaggio che lo stesso Matteo Trefoloni ha voluto usare per salutare ogni associato della sezione di Empoli: “quando ci si tuffa, non si può più tornare indietro. Quando entriamo in campo portiamo con noi ciò che sappiamo. Preparazione, concentrazione, credere in se stessi per trasmettere un messaggio: questo è arbitrare”.

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